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Gestionale in cloud: è sicuro? Dove stanno i dati, backup e GDPR spiegati semplice
Le domande che tutti si fanno prima di mettere i dati aziendali online: dove sono fisicamente, chi li vede, cosa succede se si rompe qualcosa, cosa dice il GDPR. Con le misure tecniche da pretendere.
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"Ma i miei dati online sono al sicuro?" È la domanda che mi fanno più spesso quando propongo un gestionale in cloud. È giusta, e merita una risposta concreta. Ecco le domande da farsi e le misure tecniche che fanno davvero la differenza.
Cosa vuol dire "in cloud"?
Vuol dire che il programma e i dati non stanno su un computer in ufficio, ma su server di un fornitore specializzato (per esempio un database gestito), a cui si accede via internet da browser, tablet o telefono. Il vantaggio è che il server è mantenuto, aggiornato e sorvegliato 24 ore su 24 da chi lo fa di mestiere, cosa difficile da garantire con un PC sotto la scrivania.
Dove si trovano fisicamente i miei dati?
Ogni servizio cloud permette di scegliere la regione dei server. Per un'azienda italiana è bene scegliere una regione nell'Unione Europea (per esempio Francoforte o Parigi): i dati restano sotto il GDPR e si evitano complicazioni sui trasferimenti all'estero.
Chi può vedere i miei dati?
Qui la parte tecnica conta molto:
- Crittografia in transito: il collegamento tra te e il server deve usare HTTPS (TLS), il lucchetto nel browser. Nessuno "in mezzo" può leggere i dati.
- Crittografia a riposo: i database dei principali fornitori cifrano i dati salvati sui dischi (di solito con AES-256).
- Permessi per ruolo: un dipendente vede solo i propri dati, il responsabile quelli del suo reparto, l'amministratore tutto. Nei database PostgreSQL questo si può imporre direttamente nel database con le Row Level Security (RLS): anche se l'app sbagliasse, il database non restituisce righe che l'utente non può vedere.
- Accessi sicuri: password robuste e, dove possibile, autenticazione a due fattori (2FA).
Cosa succede se si rompe qualcosa o cancello un dato per errore?
Servono i backup, e devono essere automatici e verificati. La regola classica è la 3-2-1: almeno 3 copie dei dati, su 2 supporti diversi, di cui 1 in un luogo separato. Molti database gestiti offrono anche il ripristino a un momento preciso (point-in-time recovery): si può tornare allo stato di ieri alle 15:42, per esempio prima di una cancellazione sbagliata.
Una domanda utile da fare al fornitore: "ogni quanto viene fatto il backup e quanto ci vuole a ripristinarlo?"
E il GDPR?
Se nel gestionale ci sono dati di persone (dipendenti, clienti) il GDPR si applica. I punti chiave, in breve:
- Art. 28: chi gestisce i dati per conto tuo (lo sviluppatore, il fornitore cloud) è un responsabile del trattamento e va nominato con un accordo scritto (il cosiddetto DPA).
- Art. 32: servono misure di sicurezza adeguate: cifratura, controllo degli accessi, backup, capacità di ripristinare i dati.
- Minimizzazione: raccogliere solo i dati che servono davvero, e tenerli solo per il tempo necessario.
Non serve diventare esperti di diritto: basta pretendere che queste cose siano previste e scritte.
Checklist da portare alla riunione
- I server sono in Europa?
- La connessione è HTTPS e i dati sono cifrati anche a riposo?
- Ci sono ruoli e permessi diversi per le persone?
- Esiste la 2FA per gli accessi?
- I backup sono automatici? Ogni quanto? Sono stati provati?
- Posso esportare tutti i miei dati quando voglio (es. in Excel o CSV)?
- C'è un accordo scritto (DPA) sul trattamento dei dati?
Se la risposta è sì a tutte, un gestionale in cloud è in genere più sicuro di un file Excel sul PC dell'ufficio o in una chiavetta.
Nei gestionali che sviluppo, come FormaliaSuite HR, uso database PostgreSQL gestiti con permessi per ruolo e accessi separati per dipendenti e responsabili. Se vuoi capire come metterebbe al sicuro i tuoi dati, scrivimi.